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Dal Kenya al Nepal
L'incredibile viaggio delle scarpe di "In Your Shoes"

"Da anni collaboro con Francesco Grimaldi, il cuore e la mente di "In Your Shoes", un progetto che fa volare scarpe in giro per il mondo.
Alessio Farinacci ( social media Trail del Cinghiale )

In particolare, volevo capire come mai, dopo il successo in Kenya, il progetto si sia esteso anche in Nepal.
Per me, che vendo scarpe da running, da trekkining e mi occupo di comunicazione, questo progetto mi ha subito colpito. Parlando con Francesco, mi sono reso
 conto che un semplice paio di scarpe può fare davvero la differenza in certe zone del mondo.
 

Qui sotto un estratto della telefonata. A dire la verità ci sarebbe voluto un podcast di un ora... ma sarà per la prossima volta"

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L'altro giorno, in una piacevole chiacchierata telefonica con Francesco, abbiamo affrontato alcuni temi che mi hanno sempre incuriosito riguardo a questa straordinaria iniziativa.

Francesco è un filmmaker di origini romane, attivo nell’ambito dei documentari dal 2012. Dopo essere atterrato per la prima volta in Africa all’età di 13 anni, ha da subito sentito una forte attrazione per questa terra antica e bella, e ha poi scelto il Kenya come sua seconda casa

 

'In Your Shoes', un progetto che ha dimostrato come la passione per la corsa possa trasformarsi in un gesto di solidarietà e cambiare la vita di molte persone.

Scopriremo da vicino le origini di questa straordinaria iniziativa e i motivi che hanno spinto Francesco a portare il progetto oltre i confini del Kenya, arrivando fino alle imponenti montagne dell'Himalaya. Benvenuto, Francesco!"

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Francesco puoi raccontarci come è nata l'idea di creare questo progetto e quali sono state le tue motivazioni iniziali ?

Tutto è iniziato nel 2017 con 44 paia di scarpe. Stavo preparando la maratona di Roma e avevo pianificato un viaggio in Kenya subito dopo. Ho pensato che sarebbe stato bello portare in dono ai ragazzi kenioti, grandi appassionati di corsa, le mie scarpe usate. I miei amici runner con cui mi alleno hanno apprezzato l'idea di fare un gesto solidale in un paese meno fortunato, e così abbiamo raccolto le prime 44 paia di scarpe.

Quali difficoltà hai affrontato nel portare avanti il progetto e come le hai superate?

Una delle principali difficoltà è stata individuare dove si allenavano i corridori kenioti e raggiungere fisicamente il luogo. Non potevo certo regalare le scarpe al primo che incontravo per strada. Abbiamo scoperto che Iten era il villaggio di provenienza di molti campioni, quindi abbiamo deciso di raggiungerlo attraverso le strade africane, camion polverosi e guidatori distratti.

Quali soddisfazioni hai ottenuto finora grazie a "In Your Shoes"?

Le soddisfazioni sono state molte sin dall'inizio, ma una delle più significative è stata durante la maratona di Roma nel 2022. Incontrai una ragazza classificata al secondo posto, che mi riconobbe immediatamente. Mi disse che nel 2017 le avevo regalato il suo primo paio di scarpe, appunto in Kenya e quel gesto aveva cambiato la sua vita. Ho avuto molte altre storie toccanti come questa nel corso degli anni.


 

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Dopo il Kenya, hai deciso di estendere il progetto anche in Nepal. Cosa ti ha spinto a focalizzarti sui portatori delle spedizioni alpinistiche?

Dopo i successi in Kenya, ho capito che il formato di "In Your Shoes" poteva essere replicato altrove. Donare ciò di cui abbiamo un surplus in luoghi con scarsità e farlo direttamente nelle mani di chi ne ha bisogno. Ed in entrambi i casi stiamo parlando di scarpe. In Nepal, abbiamo scoperto che i portatori delle spedizioni alpinistiche di alta quota sono già organizzati e ben attrezzati dato che a quelle quote, gli ottomila, girano molti soldi, ma gli sherpa delle quote inferiori non se la passano benissimo. Hanno un disperato bisogno di scarpe. Così abbiamo deciso di aiutarli.

Quali sono state le principali necessità dei portatori delle spedizioni alpinistiche in Nepal che hai identificato tramite il progetto?

Le scarpe sono una delle principali necessità. In Nepal, le scarpe di qualità costano tanto quanto uno stipendio mensile. Immagina se da noi costassero mille euro. Gli sherpa svolgono lavori rischiosi e faticossisimi, ma spesso non possono permettersi scarpe adeguate.

Come hai coinvolto le comunità locali e le amministrazioni in Nepal nel progetto?

Abbiamo cercato di restare lontani dalle amministrazioni politiche. Siamo andati di persona nei villaggi da cui partono le spedizioni per consegnare direttamente le scarpe nelle mani, anzi nei piedi, dei beneficiari. Vogliamo che le scarpe vadano a chi ne ha davvero bisogno.

Hai qualche storia o testimonianza particolare che ti ha colpito durante le tue esperienze in Nepal?

Sì, c'è una donna che è diventata guida alpinistica. Le condizioni sociali in Nepal sono molto arretrate, soprattutto per le donne. Tradizioni patriarcali e limitazioni culturali le impediscono spesso di risposarsi o lavorare. Questa ragazza, Laxmii ha rifiutato le tradizioni e la cultura per diventare una guida Himalayana, dimostrando grande coraggio e determinazione.

Quale delle due esperienze, Kenya o Nepal, è stata la più difficile?

Senza dubbio, il Nepal è stato più difficile. Il decollo da un piccolo aeroporto con una pista corta ed in salita è stato un trauma, seguito da giorni di cammino su strade difficili per raggiungere i villaggi. Considera che noi andiamo là in inverno per poter dare loro le scarpe prima della stagione delle spedizioni. Le condizioni meteo non sono sempre favorevoli, e tutto ciò ha richiesto un grande sforzo fisico e mentale

Quali sono i tuoi piani futuri per "In Your Shoes"? Hai intenzione di espandere il progetto in altre regioni ?

Assolutamente! Abbiamo esteso il nome in "In Your Shoes ai Confini del Mondo". Le prossime mete saranno Cuba e la Jamaica. Vogliamo aiutare pugili e velocisti, campioni dei rispettivi paesi, e in futuro estendere il progetto ad altre nazioni africane come Etiopia, Uganda e Marocco, i principali "competitor" dei runner kenioti. Cerchiamo di aiutare chiunque abbia bisogno fin dove possiamo.

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Come possono le persone interessate sostenere e contribuire al progetto "In Your Shoes" per garantirne il successo? 

Innanzitutto, donando scarpe. Chiunque può creare punti di raccolta e aiutarci a diffondere il progetto. Anche il supporto economico attraverso donazioni è sempre benvenuto per sostenere le attività del progetto. Ogni forma di aiuto conta e ci spinge a fare di più.

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Contatti:

Francisco Grimaldi: +39 338 601 7947
Giordano Bravetti: +39 328 331 8888
Email: info@inyourshoes.eu

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Alessio Farinacci
Trail del Cinghiale social media
staff@traildelcinghiale.com

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